lunedì , 24 luglio 2017
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Appello marzo Giurisprudenza, Navarra: “Richiesta studenti è ingiustificata”

navarra
Il Rettore Pietro Navarra

Nella giornata di ieri vi avevamo parlato del sit-in di protesta dei rappresentanti degli studenti di Giurisprudenza, con l’obiettivo di riottenere l’appello di marzo, soppresso con l’ultimo calendario didattico. Questa mattina gli studenti sono stati ricevuti dal Rettore Pietro Navarra, dal Prorettore alla Didattica Pietro Perconti e dal Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Giancarlo De Vero. L’incontro, però, non ha avuto l’esito che i rappresentanti si aspettavano. Per Navarra, la richiesta dei rappresentanti è “ingiustificata ed incoerente con un percorso formativo rigoroso e improntato su standard di elevata qualità formativa”. incoerente con un percorso formativo rigoroso e improntato su standard di elevata qualità formativa, inviate dall’Ufficio Stampa dell’Università di Messina.

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“Sin dal suo insediamento – ha spiegato il Rettore, dopo avere ascoltato il punto di vista degli studenti – l’attuale governo dell’Università di Messina ha varato una serie di iniziative di sistema con l’obiettivo di migliorare l’organizzazione delle attività amministrative, didattiche e di ricerca.
In questo ambito si inserisce la formulazione di un calendario didattico di Ateneo (cioè valido per tutti i dipartimenti) che scandisce in modo preciso e organico i tempi riservati alle lezioni e agli esami. Al fine di garantire la massima efficacia dei progetti formativi, il principio di fondo che è stato seguito nella sua elaborazione è stato quello di separare lo svolgimento dei corsi dalle verifiche della preparazione degli studenti. Infatti, sospendere le lezioni di un dato insegnamento per permettere ai frequentanti di sostenere gli esami di profitto di un altro insegnamento produce inevitabilmente due conseguenze nefaste per la crescita culturale dei nostri studenti. Infatti, le verifiche durante il periodo riservato alle lezioni non soltanto interrompono il percorso di apprendimento dei ragazzi, ma favoriscono anche il moltiplicarsi di assenze nelle settimane più vicine alla data degli esami.
Tuttavia, se il calendario didattico prevedesse pochi spazi per gli esami, riservando la maggior parte del tempo alle lezioni, sarebbe comprensibile una protesta. Infatti, gli studenti in questo caso avrebbero poche occasioni per sostenere le prove di esame e, quindi, proseguire nella loro carriera.
In realtà, dati alla mano, il calendario didattico, deliberato dal Senato Accademico e condiviso da tutti i Direttori di Dipartimento, riserva agli esami poco più del 50% del tempo disponibile in un anno e la restante parte alle lezioni. Ciò permette a ciascun dipartimento di organizzare in un anno un numero di appelli che va da un minimo di 7 a un massimo di 9, a seconda delle scelte operate all’interno dei dipartimenti stessi. In questa programmazione, sono quattro i mesi interamente ed esclusivamente riservati allo svolgimento delle lezioni: ottobre, novembre, marzo e aprile.
Pertanto, non soltanto la richiesta di un ulteriore appello di esami nel mese di marzo appare ingiustificata dato l’ampio spazio ad essi dedicato nella programmazione didattica, ma – e soprattutto – essa sarebbe incoerente con un percorso formativo rigoroso e improntato su standard di elevata qualità formativa”.

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Fonte: radiostreet.it

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