lunedì , 24 luglio 2017
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Se questo è un uomo

Foto di Fabrizio Pernice per lasicilia.it
Foto di Fabrizio Pernice per lasicilia.it

Da qualche mese, l’Universitario Messinese, come avrete notato, non è attivo con la stessa frequenza del passato. Come accade a tanti di voi, dopo la laurea la nostra città ci sembra troppo piccola per contenere i nostri sogni, le nostre ambizioni e questo ci porta a spostarci un po’ più a nord. Anche noi,  che siamo (ex) Universitari Messinesi che vi seguono da anni, ci siamo dovuti allontanare dalla nostra terra, ma, anche se con qualche difficoltà, non vogliamo di certo abbandonare questo sito e la nostra pagina, che vi diverte e vi informa da oltre 6 anni. Stiamo cercando il modo di tornare ai ritmi di prima e vi promettiamo che faremo il possibile per far continuare a crescere l’Universitario Messinese (anzi, se volete collaborare con noi, scriveteci pure). Ma non è per questo motivo che mi ritrovo, questa sera, a scrivere qui. Scrivo perché, anche se lontano, la mia città resta la mia città. E notare che da oltre 24 ore buona parte delle colline di Messina sta andando a fuoco, mi fa indignare (per non usare altre parole) e non poco. Le fiamme e le nubi nere, questo pomeriggio, si sono spinte fino alle vicinanze del polo Universitario dell’Annunziata che, nel pomeriggio, è stato evacuato. Anche gli animali del Dipartimento di Veterinaria sono stati portati al sicuro e l’Ateneo peloritano informa che il Polo Annunziata rimarrà chiuso fino a quando la situazione non tornerà alla normalità. Le immagini che stanno facendo il giro del web (quella che vedete in alto è stata scattata da Fabrizio Pernice per lasicilia.it) fanno davvero paura.

Mi vergogno quasi a scomodare nel titolo di questo editoriale Primo Levi e la sua storica opera, “Se questo è un uomo”, ma è quello che mi chiedo da 24 ore: può essere definito uomo chi ha causato tutto questo? Perché, non prendiamoci in giro, sappiamo benissimo che sì, il caldo peggiora la situazione e il vento caldo alimenta le fiamme, ma è chiaro che dietro ad incendi di queste dimensioni c’è la mano dell’uomo che, per chissà quale assurdo motivo, decide di dare alle fiamme qualcosa. Sui giornali potete leggere c’è già chi dice: “ho visto un uomo appiccare il fuoco e poi scappare”. Sarebbe bello che qualcuno riuscisse ad individuare chi ha causato tutto ciò: fiamme, fumo, interi ettari di terreno polverizzati, inceneriti, inquinamento, interruzione dell’erogazione idrica (così come accaduto nella zona nord della città). Non voglio essere di certo apocalittico, ma Giampilieri nel 2009 ci ha insegnato qualcosa, ossia che una montagna senza gli alberi e le sue radici che tengono saldo il terreno può causare un disastro. Lo so, forse in questo articolo non troverete le informazioni che siete abituati a leggere qui, oltre a quella relativa all’evacuazione del polo Annunziata, ma un ex universitario messinese, che ha ancora la sua città e, credetemi, anche l’Università che l’ha formato, nel cuore, voleva approfittare di questo spazio per spiegare a tutti che, anche se lontani, non smettiamo mai di amare la nostra terra. E queste notizie, questa volta lo dico, ci fanno incazzare. Molto.

Simone

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